Non tesori, ma shock: cosa ha effettivamente trovato un cacciatore in un dungeon abbandonato.

di Lorenzo Mascio

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Durante una battuta di caccia in una foresta remota, un residente della regione si è imbattuto in un portello metallico appena visibile, quasi completamente coperto da muschio e radici d’albero. Deciso a controllare il ritrovamento, ha aperto a fatica la pesante porta ed è sceso nella struttura sotterranea. Aspettandosi di vedere uno spazio vuoto o, forse, i resti di vecchie provviste, l’uomo non era psicologicamente preparato alla scena che si è presentata ai suoi occhi alla luce della torcia.

All’interno del bunker, apparentemente preservatosi dalla seconda metà del XX secolo, non c’era un deposito o un rifugio nel senso comune del termine. L’ambiente si presentava come un laboratorio sotterraneo ben organizzato, ma completamente abbandonato. Su tavoli arrugginiti c’erano vetreria, strumenti di scopo ignoto e, sugli scaffali in disordine, giacevano riviste con appunti e schemi. L’atmosfera suggeriva che il luogo fosse stato abbandonato in fretta diversi decenni prima.

L’attenzione del cacciatore è stata particolarmente catturata da diverse decine di contenitori metallici con marcature appena leggibili, oltre a una collezione di erbari e campioni biologici conservati in alcool. Alle pareti erano appese mappe dettagliate della zona con annotazioni e diagrammi che ricordavano ricerche ecologiche o biologiche. Non sono stati trovati né gioielli, né armi, né le tipiche scorte di difesa civile, il che ha immediatamente escluso l’ipotesi di un utilizzo domestico dell’oggetto.

I documenti e i diari di laboratorio trovati, dopo essere stati esaminati da esperti, hanno permesso di stabilire la probabile origine del bunker. È emerso che negli anni ’70 qui potrebbe essere stato condotto un programma di ricerca segreto, legato allo studio della contaminazione radioattiva della flora e della fauna locale a seguito di uno degli incidenti poco noti. Il lavoro, a quanto pare, era svolto da un gruppo scientifico chiuso ed è stato interrotto a causa di un cambiamento delle priorità statali, mentre la struttura è stata dimenticata.

Attualmente l’accesso al bunker è bloccato e le informazioni sulla sua ubicazione sono state trasmesse alle autorità e alla comunità scientifica. Il ritrovamento del cacciatore, pur non essendo la scoperta di un tesoro, si è rivelato un’importante testimonianza storica dell’epoca della “Guerra Fredda” e dello sviluppo della scienza segreta. Ricorda che nelle foreste possono ancora nascondersi tracce materiali irrisolte di periodi storici complessi e ambigui.

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